UN GIORNO PERFETTO (102 min) **
Ferzan Ozpeteck
Categoria: VENEZIA 65
Ozpeteck porta in gara il suo primo noir, tratto dal romanzo Un giorno perfetto di Melania Mazzucco (ed. Rizzoli).
Antonio (Valerio Mastrandrea), guardia del corpo di un politico, non riesce ad accettare la separazione dalla moglie (Isabella Ferrari) e dai suoi due figli. Mentre Antonio non si rassegna e comincia a pedinare la moglie, anche il politico si trova a fare i conti con la sua vita.
“…mi aveva colpito la passione estrema di lui, Antonio. L’amore accecante per questa moglie disgraziata, Emma, che non vuole più tornare da lui e che vive da preda, una di quelle donne che ti fa diventare pazzo perché sai che tutti possono darle la caccia. Conosco quella fissazione amorosa. Terribile e senza soluzione. Volevo raccontarla, anche per dire che dietro ogni gesto estemo, criminale, si annida un dolore acuto”. Così si è espresso Ozpeteck rispetto a un giorno perfetto.
Durante la proiezione per il pubblico il film è stato applaudito, mentre alla proiezione per stampa e critici il film di Ozpeteck si è beccato anche qualche fischio.
Non molto lontano da una fiction. A parte Mastrandrea e la Sandrelli (che comunque recita da anni lo stesso ruolo), gli altri lasciano un po’ a desiderare…
Che si dice di …
Gran fermento intorno al tappeto rosso per l’arrivo degli attori di Un giorno perfetto.
La Ferrari e Mastrandrea cedono alle insistenze dei fan e dei fotografi (soprattutto quelle di un fotografo romano che si è distinto per il volume della voce e si è guadagnato un primo piano di Mastrandrea con un : “ah Valè…viè qua!!”). La Sandrelli saluta con la manina ma non si concede che ai fotografi. Ozpeteck manda un bacio da lontano ed entra in sala.
THE BURNING PLAIN (110’ min) ****
Guillermo Arriaga
Categoria: VENEZIA 65
L’opera prima di Arriaga, che è stato a lungo lo sceneggiatore preferito di Innaruito, racconta i destini incrociati di alcuni personaggi, le cui storie si intersecano su diversi piani temporali. Un film che ha tenuto tutti gli spettatori presenti in sala col fiato sospeso ed incollati al maxi schermo in un susseguirsi di emozioni: amore, odio, risentimento, speranza, perdono, espiazione che si traduce in autolesionismo.
Partendo dal mistero di una donna bellissima (Charlize Theron), che si concede fisicamente più per svilirsi che per piacere e che compie un viaggio emotivo che la porta a toccare i limiti estremi della sua esistenza. Una donna che lotta contro i propri sbagli e sensi di colpa e non riesce a liberarsi dal peso del passato.
Che si dice di …
Jennifer Lawrence, per i suoi 18 anni (è nata il 15/08/1990) si è fatta regalare un viaggio e soggiorno a Venezia in occasione della Mostra. Jennifer non faceva parte della delegazione ufficiale del film in concorso ed ha rimediato in questo modo. I genitori l’hanno accontentata affittando un appartamentino a Giardini (vicino a noi di Microcosmo). Complimenti, bel caratterino la ragazza! Fra l’altro si è portata a casa il premio Mastroianni come miglior attrice emergente. Continua così…
DO VISIVEL AO INVISIVEL (7') ***
Manoel De Oliveira
categoria: FUORI CONCORSO
Il corto di De Oliveira tratta l'incapacità di comunicare che caratterizza purtroppo la nostra epoca.
Un incontro casuale, tra due amici che non si vedono da tempo, in una strada qualsiasi di San Paolo.
Il desiderio di salutarsi e raccontarsi è continuamente rimandato a causa dei loro cellulari che squillano. I due alla fine decidono di scambiarsi i numeri per poter parlare. Rimangono in piedi uno di fronte all'altro a parlarsi al cellulare. Già questo basterebbe per fare un quadro della modalità alienante e stravolta con cui oggi comunichiamo. Eppure quello che hanno da dirsi, il loro desiderio di comunicare, non trova sfogo se non in sciocchi, ma solidi, luoghi comuni.
E' un cane che si morde la coda, il desiderio di contattare l'altro e l' incapacità di farlo.
NOWHERE MAN (96 minuti) **
Patrice Toyo
categoria: GIORNATE DEGLI AUTORI
La Toyo presenta un film non convenzionale, di rottura con l'intento di rinnovare il suo stile. Si assume il rischio di uscire dallo stereotipo presentando un film che lascia molto agli spettatori.
Il protagonista è un antieroe, un uomo che sogna una vita diversa, che ha perso il senso della sua vita e che cerca prima nella fuga e poi nel ritorno ma non ci si allontana mai abbastanza da se stessi...
Regge la prima parte, teatrale e ben costruita l'ultima. La parte centrale del film, si perde in particolari insignificanti rendendo il film poco fluido.
LONSJ (COLD LUNCH) (85 minuti) **
Eva Sorhaug
categoria: SETTIMANA DELLA CRITICA
Si tratta di una commedia, un dramma spietato e duro, con piccoli incidenti che pian piano diventano drammi.
I toni pastello della fotografia e la durezza degli accadimenti sono usati per sottolineare il contrasto tra la bruttezza che può risiedere dentro e la bellezza fuori.
LANDSCAPE N.2 (90 minuti) ***
Vinko Moderdorfer
Categoria: GIORNATE DEGLI AUTORI
Film pieno di suspence, apertamente di genere che usa tutti i colpi bassi del noir, dell'erotico, del thriller, il cinema è radicale -dice il regista durante il dibattito che segue il film- per essere credibile deve essere forte.
Il titolo si riferisce al paesaggio di un dipinto, oggetto inseguito durante tutto il film.
La storia è di fantasia ma prende spunto dalla storia reale. Il tema è il ripetersi in termini violenti della tragedia della storia (landscape n.1): la memoria della storia non può essere condivisa da tutti.
Il direttore della categoria “giornate degli autori” conclude la presentazione di Landscape n.2 usando una frase di Marx come epigrafe del film: “la storia si presenta come prima volta come tragedia, la seconda come farsa”.
L'arte è provocazione, discussione, il cinema spunto di riflessione. Al regista il merito di aver avuto il coraggio di parlare del collaborazionismo della chiesa cattolica coi regimi.
Bel film, già comprato in Italia.
ACHILLE E LA TARTARUGA (119 minuti) ****
Takeshi Kitano
Categoria: VENEZIA 65
Achille e la tartaruga trae ispirazione da uno dei più famosi paradossi del filosofo greco Zenone.
Achille raggiungerà mai la tartaruga? E il vero artista chi è?
Kitano dalla doppia anima, in perenne equilibrio tra comicità e tragedia, in dieci film da regista ha conquistato l'amore della critica e quello di un pubblico fedele. Poi, non troppo a sorpresa, è arrivata la corda pazza, frutto forse di precedenti incidenti di percorso esistenziali (un pauroso incidente motociclistico che gli ha “donato” la sua enigmatica espressione) o forse solo del sogno di una libertà assoluta e senza regole.
Achille e la tartaruga è il capitolo conclusivo di una trilogia sull'arte, sul vuoto e la beffa.
Questa volta c'è un personaggio vero e la sua storia, da un'infanzia difficile e una vecchiaia incerta. C'è e si parla con parecchia amarezza (il protagonosta brucia pure le sue opere) di arte. Ci sono soprattutto i colori di Kitano ed i suoi quadri, che ha iniziato a dipingere proprio dopo l'incidente in moto.
Tutta la vita del protagonista è attraversata da drammi e dal sogno di essere riconosciuto come artista. Ma la vera arte è quella che esce dagli schemi imposti, che si libera dei condizionamenti e attraversa la vita, con i suoi drammi. Film da non perdere. Capolavoro?
Che si dice di...
In sala è presente il regista che al termine del film è visibilmente imbarazzato e si commuove per l'applauso del pubblico che non accenna a finire.
E' sensazionale potersi voltare e applaudire un maestro come Kitano, stringergli la mano e dirgli personalmente che il suo film ti è piaciuto.
Di solito sono cose che uno si immagina soltanto, mentre sorride tra sé spegnendo.
GOODBYE SOLO (91 minuti)***
Ramin Baharani
Categoria: ORIZZONTI
Mi è piaciuto molto, bel film e bravi gli attori. Sembra però che manchi la parte finale nel senso che mi ha lasciata un po’ di angoscia e con tanti punti interrogativi.(Alice)
Alla fine del film gli sguardi erano incerti, un po’ perplessi. Il messaggio e la trama poco chiari.
Un rapporto d’amicizia (forse) tra un tassista, Solo, e un uomo anziano. Un patto: andare sulla montagna. Una corsa per arrivare in cima là dove il vento spira forte. Perchè?Che cosa ha intenzione di fare l’uomo? Il suicidio? L’opposizione di Solo è subito chiara e forte.
La figura del tassista ricorda subito Will Smith ne “La ricerca della felicità”: situazione familiare difficile, una lotta continua per cercare di realizzare un sogno.
Alla fine Solo cambia idea e decide di accompagnare l’uomo, senza più interferire nella sua vita. Una malinconia di fondo.
Un film che merita di essere rivisto.
“STRANO”(Arianna Vergari)
IN PARAGUAY (78 minuti)***
Ross McElwee
categoria: ORIZZONTI
Un film/documentario davvero toccante; bello il confronto tra due civiltà contrapposte, ricchezza e povertà, e scoprire che l’amore per la vita, per un figlio può far incontrare e unificare le due civiltà. È la dura realtà ci può insegnare molto proprio per le prove che ti chiede di affrontare(Alice Palloni).
Semplice, profondo, malinconico. Abbatte ogni barriera tra il mondo reale e quello filmico. Perché ciò che divide i personaggi dagli spettatori è solo una semplice telecamera. Nessuna retorica. Niente immagini spettacolari.
La dolce semplicità del sorriso di una bambina, l’ingenuità e l’innocenza di un ragazzino che gioca con le pietre.
E in un attimo ci si ritrova in Paraguay, tra la gente generosa e umile tanto lontana da ogni tipo di ricchezza materiale. Senza annoiare viene spiegata la complicata storia del paese, oppresso da infinite dittature.
All’inizio si sente solo la voce dell’uomo dietro la telecamera. Poi si scoprono le mani. Solo in fine la rivelazione: è lo stesso regista.
Un film splendido per i particolari: gli sguardi e le mani della donna-madre, paesaggi incantati, sorrisi e sguardi. La vita quotidiana si trasforma in una dolce favola, che rivela fin dall’inizio una patina di malinconia e tristezza.
"POETICO"(Arianna Vergari)
TWO LINES*
Film molto lento, molto statico e un po’ grigio. Il regista parla di coppia in crisi, di opposti, di questo viaggio che può cambiare il loro modo di vivere, di rapportarsi. Io non ci ho visto niente i tutto questo, forse dovrei rivederlo per capire meglio.
VOY A EXPLOTAR (106 MINUTI)**
Gerardo Narajo
categoria: ORIZZONTI
Che mattone sullo stomaco, molto triste e duro. Ribellarsi ai propri genitori in età adolescenziale per attirare la loro attenzione, purtroppo era vero che i genitori non si occupavano dei loro figli...questi due ragazzi( maschio e femmina) si incontrano in questa dinamica instaurando un rapporto simbiotico che li porta solo alla morte, non c’è trasformazione dei personaggi, solo autodistruzione e la voglia di punire i genitori(Alice Palloni).
Sto per esplodere. Titolo forte che rivela subito l’animo di uno dei due protagonisti.
All’inizio sembra quasi una favola un po’ surreale, anche divertente. Ma il disagio si avverte a poco a poco. Due vite, al di fuori della razionalità, che s’ incontrano. Un’unione follemente idilliaca. L’accoppiarsi di anime gemelle. Il diverso che prevale. Ma l’esistenza, anche a 17 anni, non può essere una fuga incerta. Si avverte il marcio di una vita dissoluta. E alla fine la tragedia si consuma. Un passato difficile. Un amore bruciato.
Anche se con temi un po’ convenzionali, il film risulta intenso e originale nella sua forma.
“TRAGICO-DOLCE”(Aianna Vergari).
BIRDWATCHERS (108 minuti)***
Marco Bechis
categoria: VENEZIA 65
Si bello come scene, bravi gli attori. Non mi viene molto da dire a riguardo
(Alice Palloni).
Suicidio. Spirito demoniaco. Una cultura diversa. Un popolo che, umiliato, è costretto a vivere ancora oggi nelle riserve. Il male di vivere di giovani ragazzi, che non hanno più voglia di lottare in un mondo razzista.
Il finale però risulta positivo.
Abbastanza lento, il film non colpisce in modo particolare.
“ETNICO”(Arianna Vergari).
BROKENLINES (12 minuti)****
Sallie Aprahamian
categoria: GIRNATE DEGLI AUTORI
Uno dei film che mi è piaciuto di più. Fare delle scelte e trovare la propria via d’uscita. Si parla di due storie parallele, due vite insoddisfatte che da tempo erano diventate statiche e piatte. L’incrocio dei due protagonisti gli riaccende la speranza che nella vita si può stare anche meglio, liberandosi dei sensi di colpa che imprigionano a vivere in un castigo frustante. La trasformazione di un dolore (un lutto) apre le porta per una vita nuova ricca di passione e di scintille. Ma ancora questo non è sufficiente perchè è necessario perdonare e perdonarsi per incontrare la propria strada libera.(Alice Palloni).
Due storie di dolori che si intrecciano. Da un lato la difficoltà di una paralisi, la perdita della propria virilità. Dall’altro un lutto enorme e un rapporto d’amore messo in discussione poco prima del matrimonio. Lo svolgimento non è molto complicato. Il finale non scontato. Una storia d’amore (forse) che nasce, cresce, si consuma e muore. Nonostante ciò vi è un lieto fine.
“INTENSO”(Arianna Vergari).
ERBA DO RATO *
Julio Bressane/Rosa Dias
categoria: ORIZZONTI
Allucinante, orrendo, squallido (Alice Palloni).
L’erba del topo. E’ molto difficile scoprire il significato nascosto del film, andare aldilà di un forte simbolismo, di metafore troppo ermetiche. Sembra non avere trama, i personaggi non hanno un carattere ben definito, forse per la quasi assenza dei dialoghi. Non vi è un filo logico, aldilà di quello che va oltre la follia.
Un erotismo poco fine.
“SURREALE”(Arianna Vergari).
IL PRANZO DI FERRAGOSTO **
Finalmente un film allegro, dopo tante morti non se ne poteva più. Simpatico, divertente, anche se vediamo un rapporto edipico tra la madre e il figlio dove l’unico obiettivo del figlio è prendersi cura della madre, rinunciando ad una propria vita, ad un lavoro ed affogando il senso di colpa e il dispiacere nell’alcool. Viene comunque ironizzata questa situazione e sdrammatizzata che lo porta a prendersi cura anche delle mamme degli altri fino a diventare un lavoro (Alice Palloni).
Si nota subito l’originalità del nostro paese: una piccola storia ben raccontata. Una semplicità e una purezza spiazzanti. Il grottesco di una situazione al limite del reale. L’umorismo che lascia dietro di sé un filo impercettibile di malinconia. Una commedia simpatica.
“DIVERTENTE”(Arianna Vergari).
RACHEL GETTING MARRIED(113 minuti)****
Jonathan Demme
categoria: VENEZIA 65
Veramente bello, toccare il fondo per risalire con una umiltà toccante. Si può uscire da una dipendenza, si può uscire dai propri sensi di colpa solo utilizzando amore per se stessi e inizando a perdonarsi per gli errori commessi. Le due sorelle continuano a litigarsi l’amore del padre che le tiene lontane. Si incontrano perchè entrambe rinunciano ad una loro parte competitiva e uniscono le loro forze per far nascere un giorno diverso. Si vede anche un rapporto materno assente che in passato ha permesso ad una delle due figlie di uccidere accidentalmente il fratellino perchè era sotto l’effetto della droga e la madre lo sapeva (Alice Palloni).
A volte nel trattare temi così delicati e complicati come la tossicodipendenza si rischia di incappare in vecchi stereotipi banali. Demme non cade nel tranello e riesce ad analizzare legami familiari che a volte cedono, mettendo a nudo l’animo e i sentimenti dei protagonisti.
Un passato difficile da accettare. Una morte ingiustificata. L’incapacità di perdonarsi e perdonare.
Straordinaria la performance di Anne Hathway, che con quello sguardo provato, nonostante il marcio della sua situazione, si dimostra meravigliosamente bella. Perché forte e pronta a cambiare.
“PSICOLOGICO”(Arianna Vergari).
THE SKY CROWLERS (122 minuti)***
Mamoru Oshii
categoria: VENEZIA 65
Cartone animato un po’ difficile da capire ma dal quale si possono trarre mille significati. Viene toccato il tema della guerra, della clonazione, della difficoltà dei ragazzi a rapportarsi con gli adulti ed anche della poca voglia di crescere erano un po’ tutti dei peter pan. Alla fine la catena viene comunque interrotta viene ucciso il padre di tutte le menzogne esistenziali(Alice Palloni).
Un film d’animazione che non ha nulla da invidiare, per contenuti, a qualsiasi altro film. Un’eterna adolescenza. Un’eterna lotta. Una chiara denuncia alla spettacolarizzazione della guerra e alle infanzie rubate.
“SCENICO”(Arianna Vergari).
LE PLAGES D’AGNES
Agnes Varda
categoria: VENEZIA 65 fuori concorso.
Una biografia, una sorta di documentario su una vita incredibile. Ottanta anni raccontati in due ore, attraverso una voce dolce che accompagna ogni immagine.
Dall’infanzia ai primi lavori, dal ‘68 e alla lotta femminista fino alle mitiche conoscenze. Il ritmo è lento.
“AUTOBIOGRAFICO”(Arianna Vergari).
IL PRIMO GIORNO D’INVERNO (88 minuti)***
Mirko Locatelli
categoria: ORIZZONTI
Scorre molto lentamente. Trattato il tema dei problemi adolescenziali e dei ragazzi paraguayani alle loro prime armi. Non mi ha fatto impazzire ma credo che ci si possa lavorare, vedendolo più volte si possono cogliere vari significati a partire dalla famiglia. Le dinamiche familiari si ripropongono fuori pari pari(Alice Palloni).
In silenzio, senza urla, senza parole inutili, tra i paesaggi nebbiosi e lividi di montagna, si avverte dall’inizio una tristezza di fondo. Un vuoto incolmabile. Si avverte la profonda solitudine di Valerio, che a poco a poco da vittima si trasforma in carnefice. La rabbia per una vita umiliante, distaccata dal mondo, si trasforma in odio. La vendetta è l’unica via per la sopravvivenza. E’ l’unica via a causa di quel dolore non ancora riconosciuto.
Un padre completamente assente dal film, una madre con cui non vi è possibilità di dialogo.
L’incomunicabilità di Valerio col mondo esterno lo isola sempre più all’interno del suo stesso odio. Il ricatto.
La smania di aver presto i muscoli, probabilmente per cercare di sentirsi più forti, meno indifesi in un mondo visto con diffidenza.
E poi il tema del suicidio, che probabilmente si trasforma in un urlo di denuncia nei confronti di una società ipocrita, in cui l’uomo non può ancora essere se stesso. L’omosessualità vista ancora come un tabù, fonte appunto di ricatto.
E infine il pianto, che rompe il silenzio. Una liberazione. Un finale che forse rivela un margine d’ottimismo. Abbiamo ancora la possibilità di metterci in salvo…
“PROFONDO”(Arianna Vergari).
YUPPI DU
Adriano Celentano
categoria: fuori concorso
Sullo schermo appare un Celentano giovanissimo.
Sullo sfondo delle note del cantautore-regista si sviluppa una sorta di “tragicommedia” musicale. Una tragedia per la complessità dei temi trattati come la violenza sulle donne o le morti sul lavoro. Divertente grazie all’ironia e a quello sguardo furbo proprio di Adriano.
Il film slitta anche tra aspetti surreali e magici.
Un ritorno al passato, colmo di presente.
“ATEMPORALE”(Arianna Vergari).
PINUCCIO LOVERO. SOGNO DI UNA MORTE DI MEZZA ESTATE
Pippo Mezzapesa
CATEGORIA: fuori concorso
E anche a Venezia sbarcano i muretti a secco, il caldo afoso e torrido di metà agosto e la semplicità di una terra meravigliosa come la Puglia.
Un sogno così semplice, ma non per questo meno importante. Pinuccio sogna di diventare un “guardiano a livello cimiteriale”. E’ questo ciò che lo renderebbe felice.
Un viaggio disincantato tra il goffo e l’umile, tra la generosità e la simpatia di questo personaggio.
Una sorta di documentario che aldilà della patina comica rivela grandi spunti di riflessione.
“MEDITERRANEO”(Arianna Vergari).