Stu Nicholls | CSSplay | Professional series #6
ASSOCIAZIONE CULTURALE MICROCOSMO
PROIEZIONI E DIBATTITI
 
DEDICATO A SANDRA
 
SOPHIA ART
 
ALBO DEI VINCITORI

DEDICATO A SANDRA



la foto che mi porto dentro

di Anna Agresti.


Ci sono dei momenti nella vita che manteniamo intatti dentro di noi, fotografie che non conoscono il tempo,
istanti presi a prestito dall'eternità.
Altri invece come l'acqua del fiume, scorrono dolcemente, senza quasi lasciar traccia.

...io mi porto dentro la fotografia di Sandra, il suo sorriso delicato e la fiducia estrema, il coraggio di lottare, la forza e la dolcezza, la sua capacità di amare fino all' ultimo respiro; mi porto dentro l' urlo di dolore che non ho mai fatto, e un buco profondo dentro al cuore.
Attraverso quel buco io posso sentire il dolore degli altri, e se voglio, posso incontrarli più profondamente:
in quei momenti la vedo sorridente che mi saluta con la mano.

Ricordo quando Sandra se ne andò per il suo primo viaggio all'estero. Aveva quindici anni e partiva per una vacanza studio al College di Cambridge, in Inghilterra.
Io e suo padre l’accompagnammo all'aeroporto di Milano, un po' preoccupati ma contenti di concederle quell’esperienza.
Quando l’altoparlante annunciò il volo, lei ci baciò sorridente e timorosa, era al suo primo volo ed era notoriamente "fifona", ma ... le piaceva tanto… vedere il mondo!
Noi aspettammo la partenza dietro il grande vetro della sala d’aspetto, insieme ad altri genitori. La vedemmo salire sulla scaletta dell’aereo e agitare il braccio per salutare, sapeva che la stavamo guardando, poi l’aereo fece un giro veloce nella rampa di lancio, e su… puntando direttamente al cielo ben presto diventò solo un puntino; mi sforzai di continuare a vedere quel puntino, ma il puntino svanì. Allora scoppiai in un pianto dirotto, presa da un inspiegabile dolore per quell’improvvisa sparizione. Non sapevo ancora quale partenza e quanto più definitiva, avrebbe fatto Sandra di lì a poco. Penso spesso a quel puntino che spariva, e però Lei c’era ancora. Io non la vedevo, ma non per questo Lei non c’era, c’era e stava bene, ma Altrove.
Sento che anche ora è così, ne sono sicura.
La morte è solo il passaggio ad un’altra dimensione che i nostri sensi limitati non arrivano a percepire, perché l’energia nell’Universo non svanisce, ma si ricrea di continuo, assumendo sempre nuove forme. Anch’io come Manuela, la protagonista del film "Tutto su mia madre" ho attraversato più di un tunnel durante il mio viaggio: ho conosciuto l’impotenza, la delusione, la disperazione e la morte ma anche il coraggio, la speranza, la solidarietà e l’amore più tenace. Per armonizzare questi opposti ho lavorato e lavoro a lungo dentro di me, e devo riconoscere che il dolore è stato di un’ enorme forza trasformativa, è stato una durissima ma altrettanto chiara lezione di vita.
Ora sono passati più di quattro anni dalla morte di quella bellissima Persona a cui ho dato la vita e dalla quale ho ricevuto nuova vita, il tempo non ha cancellato le ferite profonde, pur tuttavia riesco dolorosamente a sentire che la Vita vince sempre sulla Morte.
Ora so che ognuno di noi, nel profondo, ha un progetto personale in collegamento col progetto cosmico, che ognuno che ha soprattutto il compito di realizzare se stesso e che i figli non ci appartengono. So che Sandra è Figlia delle Stelle e che devo lasciarla andare. Ora so che ogni nuovo Incontro porta in sé già l'Addio e che proprio in ciò si trova la sua Perfezione.


Anna Maria Agresti
Presidente dell’Associazione Culturale Microcosmo