Cara Sandra,
ti ho "conosciuto" a ottobre del 1997. La tua mamma mi ha parlato di te,
delle tue gioie e del tuo dolore, delle tue speranze e della tua sfortuna. Quella
mattina mi ha presentato il progetto dell'Associazione Microcosmo, che mi piace
pensarlo come il "tuo" progetto.
Fra i tanti incontri che il mio ruolo mi porta a svolgere, quello con tua
mamma e i tuoi amici è stato uno dei più intensi e commoventi.Tramite loro ho
rivissuto la tua esperienza, ho saputo dell'amore profondo che vi univa e che
continua a rinnovarsi anche grazie a questo progetto.
Grande e emozionante è la loro testimonianza e il loro esempio.
Delle toccanti riflessioni di tua mamma, una in particolare mi ritorna in
mente: quando scrive di averti accompagnato "fino alle porte del silenzio". Oggi
credo che dobbiamo essere grati a lei e ai tuoi familiari per aver lasciato aperte
quelle porte e per aver trovato la forza di creare attenzione e partecipazione
intorno a quel silenzio.
E' ammirevole quanto hanno fatto, quanto stanno facendo e constatare che
Da un dolore incolmabile (e"sempre fresco", come dice la tua Francesca) ha preso idea e consistenza un progetto ricco di valori per i giovani.
Mentre resto con il dispiacere di non averti incontrato prima, sento il dovere
Di ringraziare la tua mamma, la tua sorella, e i tuoi amici per l'intelligente opera
Che stanno coltivando e alla quale, in nome tuo, stanno dando vita.