SOPHIA ART
La vita come dono e la vita come opera d’arte
“Un vero artista è colui che cambia l’essenza e l’esistenza di sé, delle cose e del mondo, attraverso la creazione di un’opera d’arte.
Questo è il significato della presenza dell’arte nella vita dei popoli. Dare un senso alla vita che è fatta di continua trasformazione e di continua creazione di nuova bellezza.
L’uomo non si nutre di solo pane, ma di pane e bellezza. La bellezza si crea con l’arte. L’arte inventa continue forme d’arte in cui incarnarsi; la Sophia-art è una nuova forma d’arte.
Essa usa i contenuti poveri e i contenuti traumatici e drammatici della vita, per trasformarli in opera d’arte.
Essa usa gli opposti di cui è fatta la vita dell’uomo: verità e menzogna, amore e odio, libertà e condizionamento, ecc…in modo tale da creare la sintesi degli opposti e creare nuova bellezza.
Essa usa tutte le forme d’arte già create dall’umanità, per dare corpo e anima ai principi e alle finalità della Sophia-art.
Essa usa, in modo del tutto nuovo, l’arte del cinema, come ultima forma corale di creatività artistica apparsa sulla scena mondiale e che quest’anno compie il suo primo centenario.
Nelle opere cinematografiche di alcuni registi sono contenuti, fusi insieme, i due elementi: saggezza e arte, che compongono il nome della Sophia-art.
Sophia = saggezza e art= arte. Quale saggezza? La saggezza che è contenuta nei popoli e si forma attraverso il loro agire corale.
Quale arte? L’arte di trasformare la parola in immagine, non vuota e piatta come quella della Tv, ma densa e ricca di significati come è l’arte che da sempre crea simboli affascinanti e terrificanti, che parlano alla profondità dell’animo umano e lo spingono a crescere e a trasformarsi.
L’arte di narrare il percorso trasformativo dell’uomo che, da individualista ed egoista qual è, gradualmente si trasforma in colui che crea e dispensa doni di verità e di bellezza per sé e per l’umanità tutta.
L’arte cinematografica è sempre un dono e, negli ultimi tempi, è spesso una indicazione preziosa del modo come trasformare la propria vita in un’opera d’arte.

TEMA DEL CONCORSO: Critica sophia-artistica di un film
Si tratta ... di considerare un film come fatto da tante tessere di mosaico e convincersi che nessuna di queste tessere è stata messa lì a caso: ognuna è indispensabile per poter capire la figura d’insieme. Ma ogni tessera ha due facce, una manifesta e una latente. Quella manifesta serve per raccontare una storia e quella latente serve per imprimere a questa storia un significato particolare, quello che il regista vuole condensare nella sua opera, per parlare del modo come lui vede la vita e come vede i suoi problemi, siano essi sociali, storici o esistenziali.
Una chiave di lettura è una chiave per aprire il forziere delle immagini. È un modo di tagliare un film come si taglia una pietra preziosa e darle quelle sfaccettature che essa conteneva ma non erano visibili...
... Nel fare questo lavoro ho seguito questo principio:
Essere fedele al regista ed essere fedele a me stesso. L’essere fedele al regista mi permette di entrare nel suo mondo e di guardare il mondo e la vita con i suoi occhi. L’essere fedele a me stesso mi permette di dialogare con il regista, essendo io il suo interlocutore e il destinatario privilegiato della sua comunicazione. Dialogando con il regista, dialogo anche con me stesso, e gli interrogativi che lui si pone sono gli interrogativi che io mi pongo; le soluzioni e le risposte che lui mi offre le confronto con le risposte e le soluzioni che io già posseggo e poi ne faccio un confronto.
È qui che avviene una sorta di fecondazione spirituale, tra quello che è il mio mondo e il mondo dell’artista che ha fatto il film.
Io posso aprirmi e dialogare con lui e dialogando con lui, interpellare le mie parti profonde, scontrarmi con gli schemi mentali acquisiti e decidere se voglio cambiarli o meno, se voglio cambiarmi oppure no. Questa fusione è un opera d’arte e quindi non soltanto il regista è un artista, ma anch’io sono un artista, divento artista nel momento in cui do inizio alla fusione di due mondi diversi e sconosciuti fra loro. Il metodo sophiartistico si concentra essenzialmente sulla capacità di un film di offrire processi trasformativi che creano nuova verità e nuova bellezza e sulla capacità che questi processi hanno di trasferirsi dalla vita di un film alla vita degli spettatori. Il processo trasformativo, che è sintesi di uguali e sintesi di opposti, crea bellezza e la bellezza è un campo di energia permanente che genera nuovi processi trasformativi, senza esaurirsi mai”.
“Ogni artista studia e affronta la morte per sconfiggerla con l'arte.
Ogni sophiartista si allena a fare altrettanto, prendendo come materia non la tela o il marmo, ecc...ma il vissuto quotidiano della sua stessa vita fatto di vissuto relazionale tra sè e se stesso, tra sè e gli altri, tra sè e la vita”.
( A. Mercurio - La vita come opera d’arte e la vita come dono spiegata in 41 film - ed. S.U.R. 1995)
Questo libro, guida efficace per il concorso "Premio Cinema e Narrativa", può essere consultato presso la Biblioteca Lazzerini di Prato oppure richiesto all’Associazione Microcosmo)
La Sophia-art è una creazione del professor Antonio Mercurio, fondatore della S.U.R. che ha Istituti in Italia e in Europa.
S.U.R.
Via Potenza, 73
00043 Ciampino (ROMA)
CONSIGLI PER FARE UNA CRITICA SOPHIARTISTICA
di Simona Martelli
Documentarsi bene sul significato di critica sophiartistica o sul sito trovi la spiegazione di cosa sia la sophia-art, ma per farla davvero propria conviene partecipare alle proiezioni e dibattiti. Leggere le critiche premiate negli anni passati per farsi un’idea (sul sito oppuer nei libri acquistati da Microcosmo).
E’ preferibile acquistare dvd o videocassetta del film scelto in modo tale da poterlo rivedere più e più volte e soffermarsi sui punti più significativi.
Rintracciare la saggezza contenuta nell’opera filmica e da lì partire. E’ fondamentale mirare al contenuto del film più che alla tecnica.
Guardare il film prestando molta attenzione ai personaggi e alla loro eventuale trasformazione interiore dall’inizio alla fine.
Provare ad identificarsi con i personaggi e a considerarli ognuno una parte di sé.
Interagire con il film: far interagire il punto di vista del regista con il proprio punto di vista.
Mettere a disposizione le proprie esperienze, la propria realtà, la propria vita per osservare il film in modo da far nascere delle considerazioni su se stessi.
Provare a guardarsi dentro per contattare le proprie emozioni profonde scaturite dalla visione del film.
E' fondamentale far parlare la propria vita se si vuole scrivere una critica sophiartistica.
Individuare dei punti-chiave e approfondirli.
Cercare di scrivere una critica originale e creativa, utilizzando degli espedienti, delle idee particolari.
Alla fine, controllare che l’elaborato sia scritto in maniera corretta per quanto riguarda ortografia e sintassi. |