PROIEZIONE E DIBATTITO IN CHIAVE SOPHIARTISTICA
Domenica 1 dicembre ore 16/19
"THE WIFE"  di Björn Runge

Per il ciclo proiezioni e dibattito in chiave sophiartistica, domenica lavoreremo insieme sul film  The wife - vivere nell'ombra:
Joe e Joan, marito e moglie, ricevono una telefonata dalla Svezia: Joe, affermato scrittore, ha vinto il Premio Nobel per la letteratura. Questo evento rompe l'idillio, del tutto apparente, che la coppia ha mantenuto per quarant'anni di matrimonio, svelandone i compromessi, gli inganni e il rancore covato per una vita.
Argomento del dibattito: vivere nell'ombra
Parlando con il biografo del marito Joan dice: "non mi dipinga come una vittima, io sono molto più interessante". Joan ha rinunciato al suo talento in favore della carriera del marito, vivendo nell'ombra.
Cosa agiamo "nell' ombra"?
Assumere la posizione di vittima degli eventi è una modalità molto comune, perchè deresposabilizza se stessi dalla complicità, più o meno conscia, con ciò che ci accade.
Conduce il dibattito la dr.ssa Francesca Brabanti, psicologa psicoterapeuta.
Al dibattito seguirà aperitivo.
È gradita la prenotazione.
Contributo: 8 euro.
Per info: msg sulla pg facebook oppure 3471271871/54


PROIEZIONE E DIBATTITO IN CHIAVE SOPOHIARTISTICA
Domenica 17 novembre alle ore 16
"HEIDI" di Alain Gasponer

La storia di Heidi è senza tempo perché tocca temi universali, per questo il suo personaggio è famoso in tutto il mondo. Heidi, rimasta orfana, va alla conquista di affetti sicuri, un luogo dove sentirsi protetta, amata e libera. Una bambina grata alla vita e coraggiosa che rimane fedele al suo progetto. Se nella vita c’è qualcosa che ti rende felice tu devi farlo a tutti i costi, qualunque cosa dica la gente. (dal film) Alla luce di questo film, possiamo darci la possibilità di uscire dai condizionamenti per essere fedeli al nostro Sé?

tema del dibattito: la bellezza della libertà

Al dibattito seguirà aperitivo, contributo 8 euro
Gradita la prenotazione
per info: msg sulla pagina facebook oppure 3471271854-71



PROIEZIONE E DIBATTITO IN CHIAVE SOPHIARTISTICA

Domenica 3 novembre alle ore 16

"Il matrimonio che vorrei" di David Frankel

Un uomo e una donna maturi, un matrimonio che con il passare del tempo è diventato soltanto un’abitudine, uno spazio distante e grigio dove non si dialoga più, dove tutto è scontato, dove non si condividono i pensieri e le emozioni, un rapporto logoro che crea solo insoddisfazione e infelicità. E' possibile trasformare questa realtà anaffettiva e mortificante in una realtà ricca e rinnovata, è possibile ritrovarsi come Persone e come Coppia? E' una strada in salita da percorrere, ci sono muri costruiti nel tempo che devono essere distrutti, vecchi rancori da superare e l’orgoglio da abbattere. Solo l’amore per Se stessi, per l’Altro e per la Vita può dare la forza necessaria ad acquisire la consapevolezza dei propri errori e dei propri limiti, e soprattutto ci vuole il Coraggio e Umiltà di mettersi profondamente in gioco. Con queste carte vincenti il progetto di coppia può ritrovare la sua ragione di essere e di rinnovarsi e splendere ad ogni età della vita.
tema del dibattito: la fatica e la bellezza di mettersi in gioco nella coppia
Conduce: dr.ssa Anna Agresti, psicoterapeuta
Al dibattito seguirà aperitivo, contributo: 8 euro
Gradita la prenotazione.
Per info: msg sulla pagina fb oppure 347/1271854-71

PROIEZIONI E DIBATTITI IN CHIAVE SOPHIARTISTICA

Domenica 13 ottobre alle ore 16

"La bicicletta verde" di Haifaa Al-Mansour

Con il film La bicicletta verde riparte il ciclo di incontri proiezioni e dibattito in chiave sophiartistica di quest'anno.
Wadjda vive nella periferia di Riyadh, la capitale saudita. Nonostante viva in un mondo tradizionalista è una bambina intraprendente, decisa a superare i limiti della sua cultura. Dopo una lite con l’amico Abdullah, un ragazzino del quartiere con cui non ha il permesso di giocare, Wadjda mette gli occhi su una bicicletta verde, in vendita nel negozio vicino casa. Wadjda desidera averla a tutti i costi e poter battere l’amico Abdullah in una gara su due ruote e per realizzare il suo sogno adopera tutta la creatività di cui dispone.
Tema del dibattito: il potere creativo del femminile.
Il dibattito è condotto con il metodo sophiartistico di A. Mercurio. La sophia-art (saggezza dell’arte) è un utile strumento e stimolo per indagare su noi stessi e sui meccanismi che muovono le fila della nostra esistenza.
conduce il dibattito la dr.ssa Francesca Brabanti, psicologa,psicoterapeuta
Contributo: 8 euro , al dibattito seguirà aperitivo
E’ gradita la prenotazione al 3471271871/54
vi aspettiamo!

  

cinematerapia, ovvero... Sophia-art  ... ovvero...allenarsi a fare della propria vita un'opera d'arte          

Da venti anni Microcosmo sperimenta la critica Sophiartistica di un film. (CINEMATERAPIA) 

Si tratta......di considerare un film come fatto da tante tessere di mosaico e convincersi che nessuna di queste tessere è stata messa lì a caso: ognuna è indispensabile per poter capire la figura d’insieme.Ma ogni tessera ha due facce, una manifesta e una latente.Quella manifesta serve per raccontare una storia e quella latente serve per imprimere a questa storia un significato particolare, quello che il regista vuole condensare nella sua opera, per parlare del modo come lui vede la vita e come vede i suoi problemi, siano essi sociali, storici o esistenziali.

Una chiave di lettura è una chiave per aprire il forziere delle immagini. E’ un modo di tagliare un film come si taglia una pietra preziosa e darle quelle sfaccettature che essa conteneva ma non erano visibili....

...Nel fare questo lavoro ho seguito questo principio: essere fedele al regista ed essere fedele a me stesso. L’essere fedele al regista mi permette di entrare nel suo mondo e di guardare il mondo e la vita con i suoi occhi. L’essere fedele a me stesso mi permette di dialogare con il regista, essendo io il suo interlocutore e il destinatario privilegiato della sua comunicazione. Dialogando con il regista, dialogo anche con me stesso, e gli interrogativi che lui si pone sono gli interrogativi che io mi pongo; le soluzioni e le risposte che lui mi offre le confronto con le risposte e le soluzioni che io già posseggo e poi ne faccio un confronto. E’ qui che avviene una sorta di fecondazione spirituale, tra quello che è  il mio mondo e il mondo dell’artista che ha fatto il film.

Io posso aprirmi e dialogare con lui e dialogando con lui, interpellare le mie parti profonde, scontrarmi con gli schemi mentali acquisiti e decidere se voglio cambiarli o meno, se voglio cambiarmi oppure no. Questa fusione è un opera d’arte e quindi non soltanto il regista è un artista, ma anch’io sono un artista, divento artista nel momento in cui do inizio alla fusione di due mondi diversi e sconosciuti fra loro. Il metodo sophiartistico si concentra essenzialmente sulla capacità di un film di offrire processi trasformativi che creano nuova verità e nuova bellezza e sulla capacità che questi processi hanno di trasferirsi dalla vita di un film alla vita degli spettatori. Il processo trasformativo, che è sintesi di uguali e sintesi di opposti, crea bellezza e la bellezza è un campo di energia permanente che genera nuovi processi trasformativi, senza esaurisi mai. (A. Mercurio - “ La vita come opera d’arte e la vita come dono spiegata in 41 film” ed.  S.U.R. 1995)

Questa particolare chiave di lettura rimanda ad una disciplina nata e sviluppatasi nell'ambito della Sophia University of Rome, la Sophia-Art o Cinematerapia (www.sur.it).

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